Nigel Mansell è tornato al volante di una Williams per un giorno, e l’emozione è stata immediata. Per chi lo conosce bene, un dettaglio ha parlato più di mille parole: la sua inconfondibile posizione di guida.
Quasi sdraiato, con il volante vicino al petto e le braccia piegate. Questa non era una semplice preferenza, ma una vera filosofia, frutto di anni di esperienza, sensibilità e delle “cicatrici” accumulate in pista. Era la sua unica via per la sopravvivenza, il controllo e il puro istinto.
Ricordo bene come quella posizione mi colpisse ogni volta che lo vedevo correre, in particolare dal vivo, una volta, ad Imola. Era evidente che fosse un pilota diverso da tutti gli altri.
Ho avuto la fortuna di incontrarlo proprio nell’occasione della foto, quando collaborava con la FIA. In quel periodo lavoravo in Ferrari, e vederlo da vicino fu davvero un momento speciale.
Ma la verità è che la mia ammirazione per il “Leone” Mansell risale a molto prima.

